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Partenza dai luoghi convenuti, sosta lungo il percorso ed arrivo in mattinata. Soave è uno dei borghi più suggestivi del Veneto, conosciuto per il suo imponente castello medievale e per la tradizione vitivinicola che ha reso celebre il vino Soave. Il castello di Soave, che domina dall’alto il centro storico ed il paesaggio circostante, ha sempre avuto una fondamentale importanza. È una delle fortezze scaligere meglio conservate del Veneto. Fu abbandonato dopo l’invenzione della polvere da sparo e cadde in rovina. Venne completamente restaurato dal sindaco di Verona Giulio Camuzzoni a partire dalla fine dell’800. È oggi proprietà privata ma aperto al pubblico e visitabile. Varcato l’ingresso, si entra in un mondo sospeso nel tempo: cortili in pietra, torri possenti, camminamenti di ronda da cui lo sguardo si perde sulla pianura veronese. Dall’alto del mastio il panorama è ampio e luminoso: un mosaico di vigneti, tetti rossi e dolci colline che cambiano colore con la luce del giorno. Incontro con la guida per la visita (2 ore circa).
Al termine della visita, scendendo verso il centro storico, sarà possibile fare una degustazione di Soave. Prima che dilagasse la moda del Prosecco e del Pinot Grigio, il Soave era il vino prodotto in Veneto più esportato e apprezzato in Italia e nel mondo. Molti ancora pensano erroneamente che il nome del paese derivi dalla soavità del suo vino. In realtà è il borgo fortificato che ha dato il nome al vino. “Soave” probabilmente deriva dalla parola “Svevi”, nome di una popolazione germanica che si stanziò qui nel corso delle invasioni barbariche alla fine dell’Impero Romano. La zona di Soave è una denominazione di origine controllata. Per potersi fregiare del nome in etichetta il vino deve sottostare a un rigido disciplinare di produzione. Innanzitutto è fondamentale dove le uve vengono coltivate. Gusto e caratteristiche del vino variano molto a seconda del terreno e dell’altitudine. Per questo esitono sotto-denominazioni. In etichetta si potranno dunque trovare varie combinazioni di diciture a seconda di zona e tipologia.
Al termine della degustazione tempo libero nel centro storico. Le stradine acciottolate invitano a rallentare, tra botteghe artigiane e facciate medievali. Passeggiando lungo Via Roma si percepisce l’anima autentica del borgo: archi in pietra, balconi fioriti, piccole piazze dove il tempo sembra scorrere più lentamente. È il momento perfetto per sedersi in una trattoria tipica. Un piatto fumante di bigoli al ragù o un risotto cremoso accompagnato da un calice di Soave DOC trasformano il pranzo in un’esperienza conviviale, semplice e genuina. Nei giorni 18-19-20 settembre si tiene a Soave la 98° edizione della Festa dell’Uva, particolarmente legata alla storia e all’identità del paese e viene presentata dal Comune come la Festa dell’Uva più antica d’Italia. La prima manifestazione risale infatti al 1929: nacque per valorizzare l’uva delle colline di Soave e sostenere la viticoltura locale. Un documento storico conservato dal Comune racconta che già la prima edizione richiamò a Soave una folla eccezionale per l’epoca. Protagonista della festa è la Garganega, l’uva bianca autoctona da cui nascono il Soave DOC e il Recioto di Soave. Durante la manifestazione il borgo medievale si anima con degustazioni, gastronomia, artigianato, tradizioni contadine, musica e iniziative dedicate al vino. Al termine partenza per il rientro previsto nel tardo pomeriggio.
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Luoghi di partenza
Domodossola: Piazza stazione alle ore 05.30
Piedimulera: centro calzaturiero alle ore 05.40 (minimo 6 persone)
Gravellona Toce: rotonda Ipercoop alle ore 06.00
Baveno: villa fedora alle ore 06.10 (minimo 6 persone)
Paruzzaro: parking Autoarona alle ore 06.30
Quota per persona 85,00 €
La quota comprende:
viaggio in bus G.T
ingresso al castello con guida
degustazione
accompagnatore, assicurazione

